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Ucraina, Unionfood: danni irrecuperabili a produzioni per mancanza olio girasole

(Adnkronos) - Crisi senza precedenti per approvvigionamenti materie prime e costi energia, alcune aziende alimentari valutano chiusure impianti

In alcune produzioni, come ad esempio le conserve sottolio, la mancanza di olio di semi di girasole sta causando l’impossibilità di lavorare il prodotto, con danni gravissimi e irrecuperabili. E’ quanto segnala all’Adnkronos Unione Italiana Food, in merito alla situazione che si è determinata con il conflitto russo-ucraino in quanto non solo sono venute a mancare alcune forniture che provenivano direttamente dai paesi coinvolti nella guerra, come ad esempio l’olio di girasole e il grano tenero, ma anche i listini delle altre materie prime sostitutive hanno registrato forti aumenti dei prezzi, nell’ordine anche del 90%, peggiorando ulteriormente la situazione produttiva. Senza considerare che da tempo alcuni paesi hanno posto in essere politiche di accaparramento di materie prime finalizzate alla speculazione.

Del resto le aziende associate ad Unione Italia Food da mesi “stanno fronteggiando una crisi senza precedenti. Gli approvvigionamenti di materie prime sono il primo motivo di difficoltà delle nostre aziende, sia per quelle materie prime, come l’olio di girasole o il frumento tenero, che venivano direttamente dalla Russia e dall’Ucraina, sia per gli aumenti di prezzo dell’energia e delle materie prime alternative che evidentemente stanno speculando su queste carenze”. Ad affermarlo è Mario Piccialuti, direttore generale di Unione Italiana Food.

“Il comparto alimentare ha avuto sempre un fortissimo senso di responsabilità, lo ha dimostrato ampiamente nel periodo del Covid e continuerà anche in questo frangente a dimostrarlo – continua Piccialuti – ma attualmente molte aziende, soprattutto quelle meno strutturate e che hanno avuto minore possibilità di stoccare riserve di materie prime, stanno considerando, o hanno già posto in essere, la chiusura temporanea degli stabilimenti, per l’impossibilità di produrre alle attuali condizioni economiche”.

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