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Pil, Osservatorio Faini: a giugno arretra dello 0,4%

(Adnkronos) - flessione sconta riduzione consumo energia e contrazione produzione industriale maggio

Pil in flessione a giugno. L’aggiornamento della stima del prodotto interno lordo reale mensile dello scorso mese segna un arretramento dello 0,4% su mese, accompagnato da una revisione al ribasso del dato di maggio (da 0,0% a – 0,1% m/m). La variazione su base tendenziale rallenta al 2,9% in giugno, dal 4,4% di maggio. Cionondimeno, grazie al dato molto positivo di aprile, la crescita trimestrale del secondo trimestre segnalata dall’indicatore è pari allo 0,8% sul trimestre precedente. E’ quanto emerge dall’analisi elaborata dalla Fondazione Tor Vergata, diretta da Beniamino Quintieri, attraverso il suo Osservatorio Faini creato in collaborazione con il Mef, che l’Adnkronos ha potuto visionare.

La flessione del pil mensile in giugno sconta la riduzione del consumo di energia per le imprese industriali, oltrechè la contrazione della produzione industriale in maggio. Le pressioni inflazionistiche in corso, alimentate dalle tensioni sul mercato delle materie prime energetiche, potrebbero influenzare l’attività. In tale quadro, in maggio, dopo tre rialzi consecutivi, la produzione industriale ha registrato una diminuzione (-1,1% m/m), attestandosi comunque sui livelli più elevati dall’inizio della pandemia.

Tra i raggruppamenti, al netto dei beni strumentali la riduzione dell’indice è risultata generalizzata e particolarmente ampia per l’energia. Tenendo conto anche della revisione al ribasso del dato di aprile (1,4% m/m dall’1,6%), la variazione acquisita per il secondo trimestre è pari al 2,1% t/t.

In prospettiva, le indagini Istat di giugno sul clima di fiducia delineano un quadro complessivamente positivo, anche se le indagini Pmi hanno registrato una leggera perdita di slancio della produzione, con l’indice che resta tuttavia al di sopra della soglia di espansione: infatti, mentre continua la fase di miglioramento del clima di fiducia Istat delle imprese manifatturiere, l’indice Pmi Markit del settore segna una nuova diminuzione (50,9 da 51,9 di maggio), condizionata dall’indebolimento degli ordini, soprattutto dall’estero. Dal lato dei servizi si rilevano segnali contrastanti a giugno: l’indice Pmi segna un rallentamento della dinamica del settore (51,6 da 53,7 di maggio), mentre il clima di fiducia Istat è risultato in forte aumento a 109,1 punti (dai precedenti 103,8 punti).

“L’indicatore mensile del pil mostra una flessione dello 0,4% in giugno, unitamente ad una lieve revisione al ribasso del dato di maggio”, nota il capo economista del Tesoro, Riccardo Barbieri. “Ciononostante, secondo l’indicatore mensile del pil, il secondo trimestre avrebbe registrato un robusto incremento sul periodo precedente, tale da portare la crescita acquisita sull’anno pienamente in linea con la previsione ufficiale del Def (3,1% sul dato annuale e 3,2% sulla media dei dati trimestrali). Bisogna ora adoperarsi per mantenere l’economia su un sentiero di crescita anche nel secondo semestre, in un contesto globale se possibile ancor più sfidante e avendo oramai conseguito il recupero della caduta di attività causata dalla pandemia”.

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Redazione Press Italia
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